Bere e mangiare

Fiera del Cioccolato

Fiera del Cioccolato

Torna la Fiera del cioccolato a Firenze! Da Venerdì 8 Febbraio a domenica 17 Piazza Santa Maria Novella ospiterà la nona edizione della Fiera più golosa dell’anno: 10 giorni di meeting, cooking class e incontri che permetteranno di scoprire il mondo del cioccolato in tutte le sue forme!
Espositori  e artigiani cioccolatieri presenteranno i loro migliori prodotti, frutto di tradizione e esperienza, per allietare la vista e il palato di ogni singolo visitatore.

Per maggiori informazioni:
Cioccolato Fiere SRL
Via R. Bardazzi, 56/58, 50127 Firenze
Telefono: 055 433349
Fax: 055 414497
Email: info@fieradelcioccolato.it
Web: www.fieradelcioccolato.it

 
 

La schiacciata con l’uva

Questo mese per voi una ricetta tipica tipica fiorentina e chiantigiana, quella della schiacciata con l’uva, preparata da tutti i forni e le pasticcerie di Firenze nel periodo della vendemmia, in Settembre e Ottobre, e, solo ed esclusivamente in questo periodo dell’anno, dalla Signora Anna per i nostri coccolatissimi ospiti!!

Ingredienti (per 6 persone):

- Chicchi d’uva nera (Canaiolo): 1 kg circa
- Farina bianca 00: gr 400
- Lievito di birra: gr 25
- Zucchero: gr 200
- Olio di oliva
- Sale
 

In una zuppiera far sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e sempre mescolando unire la farina, 4 cucchiai di olio, 4 cucchiai di zucchero e un pizzico di sale.

Imapastare bene e far lievitare per 1 oretta nel forno appena intiepidito (ma spento, mi raccomando!!)

Tirare metà della pasta con il matterello dandogli approsimativamente la forma della teglia (tipicamente quadrata o rettangolare), ungere la teglia e rivestirla con la pasta.

Distribuire sopra 700 gr di chicchi di uva lavati e asciugati, 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio.

Ricoprire il tutto con la metà restante della pasta, ricoprire con l’uva rimasta, altri 2 cucchiai di olio e 2 di zucchero.

Mettere la schiacciata in forno caldo (180°) e cuocerla per un’ora.

 
 

Da Nerbone il lesso è d’obbligo

A due passi dal nostro b&b San Lorenzo, il quartiere mediceo dove, tra il Palazzo di famiglia e la Basilica di San Lorenzo, la nobile stirpe fiorentina costruisce la sua ascesa politica e finanziaria, prima del trasferimento nel Palazzo della Signoria e, successivamente, con la creazione del Granducato, nella “reggia” di Palazzo Pitti, è una tappa imperdibile nella visita della città. Dopo una visita mattutina al Palazzo Medici Riccardi, con la fantasmagoria del potere mediceo raffigurata nel celebre corteo dei Re Magi affrescato da Benozzo Gozzoli nella Cappella del Michelozzo, si passa alla Basilica, con le superbe testimonianze dei due più grandi architetti del Rinascimento: Brunelleschi con il rigore classico e la perfezione geometrica della Sagrestia Vecchia e Michelangelo con la Sagrestia Nuova, i sepolcri medicei, la biblioteca laurenziana. Per riprendersi dallo stordimento delle Cappelle Medicee niente di meglio che farsi travolgere del caos calmo del mercatino di San Lorenzo risalendo per via dell’Ariento fra due ali di bancarelle che offrono per lo più gli stessi prodotti: pellami, magliette, borse e souvenirs, fino all’ imponente edificio tardo ottocentesco del Mercato Centrale. Lì dentro, girando fra i banchi, pian piano la vista, l’udito, l’olfatto ci faranno lentamente tornare in noi stessi fino a farci sentire un certo languorino, anche perché si sarà fatta ora di pranzo, visto che le Cappelle chiudono alle due. Così anche il gusto troverà soddisfazione da Nerbone lo storico chiosco all’interno del mercato nato all’epoca di Firenze Capitale per sfamare i ‘barrocciai’ con il mitico panino col lesso e diventato un punto di riferimento per generazioni di lavoratori dei dintorni e oggi anche per i visitatori e i turisti. Non è difficile infatti trovare una lunga coda estate e inverno in attesa di un posto sui semplici tavolini di marmo dove gustare un ottimo piatto di trippa, fagioli all’uccelletto, ribollita, insomma tutti i must della cucina popolare fiorentina, presentati senza tanti fronzoli e soprattutto ad un prezzo veramente accessibile a tutte le tasche.

Per i tradizionalisti più osservanti è d’obbligo panino col lesso o con il lampredotto, con salsa verde e un bicchiere di vino (rigorosamente rosso)!

 
 
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